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MIRËSEVINI

Mike Bongiorno era forse di origine albanese?


Ylli Polovina

Pubblicato nel “Giornale albanese”, Tirana, il 4 settembre 2009

Forse non è il momento più opportuno per divulgare e rinforzare l’idea che Mike Bongiorno, riconosciuto dal suo popolo come “il papà della televisione italiana”, potesse essere di origine albanese. Com’è noto, la sua morte è avvenuta improvvisamente, seppur 85enne mostrava un’evidente vitalità fisica e mentale. Tutti gli italiani si sono raccolti in lutto, altri popoli hanno fatto altrettanto, senz’altro anche noi albanesi. Questa perdita ha occupato le prime pagine dei quotidiani e i titoli principali delle edizioni dei notiziari. Anche da noi, come altrove, è stato onorato come un grande italiano.
Eppure, chiedendo umilmente perdono nel caso in cui dovesse risultare inopportuno il momento da noi scelto per insistere sulla possibile origine albanese di Mike Bongiorno, ammettiamo di essere stati avviati lungo questo percorso dal peso dell’obbligo spirituale di poter forse avere il diritto di onorare il mai dimenticato Mike come un nostro lontano connazionale. Ecco perché portiamo fino alla fine questa congettura, mentre viene mondialmente riconosciuto che il famoso giornalista in alcuna biografia, intervista e perfino nella suo libro, pubblicato poco tempo fa, sulla sua vita, abbia mai accennato di avere una lontana origine albanese. Ha sempre riconosciuto come parte delle sue radici di avere una nonna italiana originaria di Torino e che suo nonno, siciliano, foss emigrato negli USA all’inizio di dicembre deel 1892. Nato a New York, Mike apparteneva alla comunità degli italiani americanizzati.
Le sue possibili origini albanesi sono state citate dall’autore di queste righe in un unico paragrafo, all’interno di un articolo il cui tema era diverso, pubblicato su un quotidiano molto letto, quasi un anno fa. Allora come testimonianza presentava all’opinione pubblica due dettagli. Uno era legato a una delle trasmissioni del suo ciclo, “Quizz”, risalente a quarant’anni fa e andato in onda sulla televisione italiana. In quella puntata Buongiorno aveva chiesto a un italiano invitato in studio se ci fosse un altro paese al mondo in cui un’intera regione veniva chiamata con il saluto italiano “Buongiorno”. Il concorrente aveva riflettuto a lungo senza trovare la risposta. Con gli occhi che brillavano il grande giornalista italiano gli aveva spiegato che una simile regione si trovava molto vicino, in Albania. A quei tempi l’episodio aveva avuto un forte eco, poiché molti di noi seguivano la Rai attraverso i famosi apparecchi illegali, prodotti in modo artigianale e conosciuti nel dialetto albanese come “kanoçe”. L’insistenza di Mike Bongiorno nel tentativo di spiegare con trasporto al suo connazionale la parola “Mirëditë” e in particolare la gioia a fatica trattenuta ma ben visibile nei suoi occhi non furono in molti a notarla. Non costituisce una prova nemmeno adesso. Il suo entusiasmo di quei momenti può essere riconducibile alla naturale soddisfazione di sapere che al mondo con il cognome Buongiorno non esistesse un semplice paesino, una cittadina o una città, come spesso accade, ma un’intera regione.
Il secondo dettaglio ha a che fare con un’amichevole polemica sviluppata poco più di un anno fa in Sicilia tra gli abitanti del paese natale del nonno di Mike, Michelangelo Bongiorno, chiamato Campofelice di Fitalia e quelli del comune di Mezzojuso. Entrambe le parti riscattavano i natali degli avi del grande giornalista. In verità, a una prima lettura, la civile disputa poteva essere frutto di un mero fatto amministrativo. Nel 1852 Campofelice di Fitalia era divenuta una frazione di Mezzojuso per poi riacquistare l’autonomia solo nel 1951. Così, in un certo modo Mike Buongiorno era originario di entrambi i paesi. Nel frattempo rendiamo noto al lettore che Mezzojuso è un’antica residenza degli arbëreshë ed è tutt’ora la sede principale dei nostri connazionali emigrati in Italia durante la grande epoca di Scanderbeg, principalmente in seguito alla sua morte. In tutto il perimetro intorno a Mezzojuso è possibile trovare, all’interno così come all’esterno, abitazioni italiane e anche albanesi. Il famoso comune di Palazzo Adriano, studiato da tutti noi sui testi scolastici, si trova a meno di venti chilometri distante. Campofelice d’Italia si trova a meno di cinque chilometri da Mezzojuso. Il paese ha avuto origine intorno al 1800, costituendo prima solo la residenza di un principe del luogo. Il nobile veniva chiamato anche Principe di Fitalia e fitalia non aveva un’etimologia italiana ma greca, la cui radice indicava il vitigno o la piantagione. Senz’altro il nome è stato gli è stato attribuito dagli emigranti d’oltremare, nel quindicesimo secolo, provenienti dal Peloponneso e che erano, com’è storicamente noto, poco greci e molto arbër, numerose famiglie albanesi impiegate nella difesa contro gli attacchi ottomani dei castelli della Repubblica Veneta in terra ellenica. Nel frattempo il principe, assecondando le esigenze agricole, fece popolare i dintorni della sua residenza invitando alcuni degli abitanti dei paesi limitrofi. Si trovavano qui anche molti residenti locali di origine arbëresh.
Rendiamo noto un terzo dettaglio: il cognome di Mike. Il famoso giornalista tendeva a precisare ogni volta che il suo cognome non fosse Buongiorno, il famoso saluto italiano. Era irremovibile e bene attento affinché venisse scritto Bongiorno. Era in realtà nel giusto, sia il nonno che gli avi prima di lui a Campofelice di Fitalia portavano questo cognome.
Cosa significa questo?
Probabilmente gli antenati desideravano separarlo dall’origine della lingua del luogo e sostenere la provenienza da un’altra lingua. E quest’altra lingua, nel nostro caso l’arbëresh, “Mirëdita” non rappresentava solo un saluto, ma il nome di un’intera regione ricca di storia. Era una terra legata al cattolicesimo, al Papa di Roma e in particolare a Giorgio Castriota Scandërbeg, ampiamente ammirato anche dagli italiani. Conservando intatta la provenienza, frutto di un saluto che si affiancava al nome di una regione, per cui anche sinonimo di ricchezza o influenza politica, lasciavano intendere la loro appartenenza alla cerchia di quei capitani uniti nella promessa di una resistenza anti-ottomana e anti-islamica ad Alessio. Così la famiglia Mirdita immigrata in Grecia e poi giunta in terra italiana, traducendo il proprio cognome, lo differenziò dall’usuale saluto. I suoi discendenti appartenevano ad un grande casato albanese, erano uomini di “sangue blu” emigrati lì solo per necessità. In questo modo si può meglio comprendere quella particolare luce negli occhi di Mike Bongiorno durante il quizz di quarant’anni fa.
In verità l’intera vita dei Bongiorno negli Stati Uniti d’America ha avuto il profilo di un modo di vivere nobile. Pensiamo al grande Mike! Non vi sembra si comportasse da principe?
Nel frattempo aggiungiamo che il cognome Bongiorno è appartenuto a poche famiglie al mondo, davvero poche. E’molto particolare. Alcune si trovano negli USA, una minima parte è emigrata in Australia. Sicuramente appartengono tutte al ramo “testardo”, “leader”, nord-albanese del comune arbëresh in Sicilia.
Forse quel che abbiamo presentato come ipotesi su una possibile origine albanese di Mike Bongiorno è ben poco per avere l’autorità della prova. Ci scontriamo anche con la difficoltà di sapere che, diversamente da altri personaggi popolari italiani che non hanno negato le loro origini arbëresh, il famoso giornalista non ha mai fatto alcun riferimento a una discendenza albanese risalente a sei secoli prima.
Nel frattempo, dalle loro dimore arbëresh in Italia, sono emigrati anche diversi nostri lontani connazionali, divenuti mafiosi. Anche quando questi ultimi non ne facevano parola, veniva immediatamente svelata la loro origine etnica.
Che Mike Bongiorno non sia mai dimenticato! Speriamo ci possa perdonare per averlo disturbato in un simile momento e per non averne scelto un altro in seguito. Tutto è stato fatto per poterlo onorare e sentirci fieri per la ipotetica possibilità che nel suo sangue scorresse un po’del nostro.

Traduzione Bessiana Polovina





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